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Intervento Introduttivo del Sindaco al Consiglio del 27/06/08
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Signori Consiglieri Comunali di Macomer, cari concittadini, cortesi ospiti e autorità,
Porgo il mio omaggio istituzionale al Consiglio Comunale di Macomer, massimo organo di democrazia e di autogoverno della nostra città, il cui prestigio e la cui tutela devono essere il primo obiettivo della nostra comune azione politica e amministrativa.
Noi guardiamo con rispetto e attenzione a tutti gli altri livelli istituzionali sia regionali, che nazionali, comunitari e locali, ma pensiamo nel contempo che la forma di democrazia più diretta, più vicina e più rappresentativa dei cittadini sia il Comune, nel nostro caso il Comune di Macomer. Il Comune di Macomer è la nostra prima istituzione, di pari rango rispetto a tutte le altre, ma per noi l’Istituzione più importante.
Io ho l’onore di rappresentare, pro tempore, il Comune di Macomer: ne sono felice in modo indescrivibile e allo stesso tempo orgoglioso. Ho ben presente il prestigio, anche personale, che questo ruolo mi attribuisce. E’ però per me molto chiaro che il prestigio e la forza che la funzione di Sindaco di Macomer mi conferisce sono legate in modo diretto alla carica e alla funzione di Sindaco, da questa carica derivano e a questa carica sono da dedicare in modo esclusivo.
Sono stato eletto dai cittadini Sindaco di Macomer il 16 giugno 2008 e spero di avere la capacità di svolgere questo incarico in modo adeguato alla fiducia manifestatami dai miei concittadini. Da essi ho avuto questa importante investitura e ad essi mi rivolgerò, anche in modo diretto, tutte le volte che sarà necessario, in un rapporto di correttezza istituzionale con il Consiglio Comunale, ma anche in un rapporto fiduciario con gli elettori/cittadini. Cittadini sono per me tutti gli abitanti di Macomer, sia quelli che hanno espresso consenso alla lista “Macomer cambia” che quelli che hanno dato il loro voto alla lista concorrente, i cittadini residenti a Macomer in modo ufficiale ma anche quelli, italiani o stranieri, che comunque a Macomer vivono.
Le elezioni sono il momento massimo di democrazia. Le elezioni amministrative di Macomer hanno sancito con chiarezza e rilevanza numerica la necessità di una forte discontinuità con la precedente fase amministrativa e di un cambiamento profondo di programmi, persone e metodi. Non si tratta di una affermazione polemica con alcuno, ma l’accentuazione indispensabile della volontà degli elettori: le elezioni sono passate e occorre che tutti adeguiamo la nostra azione e anche il nostro lessico ad una nuova fase di costruzione e di attività positive, ma le elezioni si sono svolte e hanno dato ad ognuno di noi (gruppi e persone) un mandato ben preciso e inequivocabile.
Ai 14 consiglieri della lista “Macomer cambia” spetta il compito di svolgere l’azione di governo della città, ai 7 consiglieri di opposizione quello di stimolo, controllo e proposta: alla fine del nostro mandato tutti saremo giudicati nuovamente dagli elettori, ognuno per il ruolo che ha svolto. Voglio dire con nettezza che noi riconosciamo dignità, ruolo e prestigio alla opposizione consiliare come se avessimo preso un solo voto in più di loro e non i 1659 voti che invece ci hanno separato nel risultato elettorale. Pensavamo questo quando alcuni di noi erano nel passato quinquennio all’opposizione e pensiamo questo oggi: il ruolo dell’opposizione è necessario nell’esercizio della democrazia ed è indispensabile per una efficace azione di governo.
Noi favoriremo in tutti i modi l’esercizio dell’opposizione: dall’accesso veloce a tutti gli atti, alla disponibilità di locali, strumenti e mezzi che agevolino la verifica, il controllo e la capacità di proposta. Sappiamo bene che chi è oggi opposizione potrà essere domani maggioranza e siccome siamo stati opposizione ieri siamo oggi interessati a promuovere azioni di trasparenza e di operatività che rendano consolidato e irreversibile questo nuovo status di tutela dell’opposizione che noi, maggioranza, intendiamo attuare.
In relazione al rapporto maggioranza/opposizione pongo anche in evidenza un aspetto importante: l’attuale coalizione di maggioranza rappresenta il 62% degli elettori e partecipa al Consiglio Comunale nella percentuale del 66% dei componenti. Oggi siamo in presenza di un rapporto corretto ed equilibrato fra sistema elettorale e consenso reale, equilibrio che rende ancor più autorevole e forte l’intero Consiglio Comunale.
Intendiamo concludere nel più breve tempo possibile questa fase di insediamento e di avvio della capacità operativa del Consiglio e della Giunta. Nella nostra città sono presenti problemi importanti che non possono aspettare neanche un giorno in più del necessario, il Comune attraversa una fase di difficoltà, non solo finanziaria, che impone decisioni in tempi strettissimi.
Con la riunione di oggi intendiamo attivare a pieno l’operatività del Comune. Per questo presento non solo il rituale e importante saluto di insediamento, ma anche le dichiarazioni programmatiche del Sindaco e della Giunta.
Le dichiarazioni programmatiche, che consegno formalmente al Segretario Comunale perchè costituiscano allegato alla deliberazione consiliare di insediamento del Consiglio, le conoscete già: sono il documento di programma elettorale che noi abbiamo proposto ai cittadini di Macomer e che abbiamo stampato e distribuito in 7.000 copie, sono le cose che abbiamo proposto in campagna elettorale e che i cittadini hanno condiviso a grande maggioranza con il voto. Noi pensiamo che non ci possa essere differenza fra le proposte preelottorali e il programma di governo post elettorale: abbiamo elaborato il programma in modo impegnato e puntuale in circa tre anni di assemblee pubbliche e confermiano ogni proposta in esso contenuta.
Ci siamo impegnati con gli elettori per la realizzazione di quel programma e pertanto quel programma costituisce l’impegno programmatico di questo Sindaco e della Giunta che oggi insedieremo.
Intendo qui richiamare solo la premessa delle dichiarazioni programmatiche (che chiedo al Segretario di far pubblicare sul sito del Comune), che rappresenta l’obiettivo di fondo della nostra proposta.
“Cambiare la città, la sua prospettiva economica e sociale, il suo funzionamento e la sua struttura organizzativa è una necessità oggi avvertita in modo indistin-to da tutti i cittadini di Macomer.
Questo è il nostro obiettivo programmatico di fondo e per questo abbiamo volu-to chiamare “Macomer cambia” sia la nostra lista che la nostra proposta ammi-nistrativa per i prossimi 5 anni.
Dopo duecento anni di crescita costante della popolazione, anche nella nostra città è iniziata una lenta ma costante emorragia demografica.
A Macomer non si ferma più nessuno per più di un giorno. La famosa centralità del paese non procura più vantaggi. Manca il lavoro.
I nostri concittadini dichiarano di non credere più nel futuro della città e, in mo-do sempre più evidente, sono costretti a scegliere l’emigrazione o il non ritorno dopo gli studi, sia per mancanza di lavoro che per mancanza di opportunità a-deguate alle loro aspirazioni. Macomer, per secoli centro privilegiato di incontro e di relazioni economiche per tutta la Sardegna, sembra non credere più in se stessa e in un futuro positivo.
Rispondere alla crisi con le sole opere pubbliche, piccole e grandi, non risolve le questioni dello sviluppo, anzi, giacché spesso queste sono slegate dai biso-gni reali della gente e vengono realizzate in un contesto amministrativo malato, inefficiente e lento, possono produrre effetti negativi.
Il rinnovamento reale del governo della città è un presupposto per una nuova stagione. Il risultato delle elezioni amministrative del 15 e 16 giugno scorsi ha sancito con nettezza che questa è l’indicazione dei cittadini macomeresi.
Ci siamo impegnati per costruire un’aggregazione elettorale, civica e di pro-gramma, per dare un nuovo progetto di governo alla città, una nuova prospetti-va di rilancio e di crescita, una nuova classe dirigente.
Macomer non ha mai patito una crisi dei redditi quale quella che sta attraver-sando. Come pure, mai prima d’ora ha subìto una crisi della libertà, della demo-crazia, della partecipazione e della trasparenza quale quella che ormai la carat-terizza da quasi un ventennio. Ciò impone di anteporre la nascita di un nuovo governo della città e la realizzazione di un programma di interesse generale alle logiche degli schieramenti politici tradizionali.
Abbiamo discusso questo programma per tre anni in assemblee pubbliche a-perte al contributo di tutti, durante le quali i problemi della città sono stati esa-minati dettagliatamente per individuare soluzioni credibili e praticabili. Questa esperienza di lunga preparazione alla responsabilità del governo è una seria garanzia di unità, efficienza, durata e stabilità.
Riconosciamo, rispettiamo e pratichiamo i valori di libertà, democrazia, legalità, solidarietà e sussidiarietà sanciti dalla Costituzione italiana e dallo Statuto della Sardegna.
L’azione politica sarà interamente volta al perseguimento dell’interesse genera-le e non alla cura dell’interesse personale diretto o indiretto. Essa sarà impron-tata alla chiarezza, alla trasparenza, all’imparzialità dell’azione amministrativa. Questo è stato il codice etico della lista “Macomer cambia” in virtù del quale si è scelto di candidare persone che non si trovano in conflitto di interessi con il Comune. Assumere una carica pubblica comporta infatti il dovere del rispetto non solo delle regole del diritto in senso stretto, ma soprattutto delle regole morali e di rettitudine istituzionale.”
Non vi leggerò le successive 18 pagine delle dichiarazioni programmatiche i cui con-tenuti e impegni tutti voi conoscete già. Intendo però porre in evidenza alcuni aspetti e opzioni programmatiche molte precisi e richiamare alcune situazioni di particolare emergenza.
Penso in primo luogo alla vertenza LEGLER, al disastro economico, occupazionale e sociale che un esito negativo di questa vertenza determinerebbe a Macomer e nell’intera Sardegna centrale. Una città che ha visto nascere le prime iniziative indu-striali in Sardegna alla fine dell’Ottocento, che ha fatto nascere l’industria tessile nella nostra isola, che ha sperimentato per molti decenni l’opportunità del lavoro femminile formando intere generazioni di donne nella cultura del lavoro in fabbrica e nell’emancipazione sociale, una città come Macomer non può essere ulteriormente umiliata con la lenta agonia della LEGLER. Legler significa per noi non solo il nome di un’azienda, ma un insostituibile patrimonio di lavoro e produzione, una vicenda fatta di storie di operai, delle loro famiglie e del lavoro per la popolazione intera.
Questa città ha visto morire la birreria e ha visto morire l’ALAS. Noi non permettere-mo altre chiusure. Dobbiamo avere la forza di far diventare questa vertenza la verten-za della città intera, di tutte le sue attività e di tutti i suoi cittadini.
Al Governatore Soru chiederemo con determinazione che si superino tatticismi e pi-grizie e si dia una risposta chiara e impegnativa in primo luogo ai lavoratori e alle loro famiglie. Ma anche noi Comune di Macomer vogliamo una risposta precisa, sui lavo-ratori di oggi e su quelli di domani, una risposta che non tocchi né un solo salario né un solo posto di lavoro. Non ci interessa se si chiamerà ancora Legler, ci interessa che continui ad essere luogo di produzione e di occupazione, così come lo è stata fi-nora per centinaia di operai.
Al Governo nazionale chiederemo di prendere atto che la nostra vertenza è importan-te quanto quella dell’Alitalia, che a questa vicenda si dedichi l’attenzione che la situa-zione di degrado economico della Sardegna centrale impone. Sappiano tutti che per noi la Legler vale quanto e più del G8 e che su questo terreno non faremo sconti a nessuno e che non comprendiamo proprio come mai le risorse per Alitalia e G8 si tro-vano in grandi quantità e subito e invece su Legler si continua a fare “melina”.
Partendo dalla Legler voglio anche spendere un richiamo esplicito per ricordare quel-le migliaia di lavoratori macomeresi, moltissimi giovani, che il lavoro non lo possono perdere perché non ce l’hanno e spesso non l’hanno mai avuto, che non possono scrivere su un lenzuolo il nome di un’azienda da difendere e che spesso sono così rassegnati che non si vedono neanche in giro a rappresentare i loro diritti: sono quei lavoratori disoccupati che alcuni chiamano oramai “fantasmi”, uomini e donne in diffi-coltà che noi abbiamo il dovere di rappresentare e difendere.
Vorrei anche lanciare un messaggio di speranza alle centinaia di nostri giovani che studiano fuori Macomer e oramai dopo gli studi in prevalenza non rientrano più nella loro città, una città un tempo luogo di opportunità per tanti e che oggi essi ritengono non sia più in grado di accogliere le loro aspirazioni e i loro sogni. Ad essi diciamo di avere più fiducia, di discutere con noi su cosa noi possiamo fare per loro e su cosa essi possono fare per Macomer, ma di non rinunciare a vedere in Macomer una pos-sibilità anche per loro.
Una ulteriore considerazione la vorrei dedicare alle donne, poco numerose in entram-be le liste e presenti in Consiglio Comunale con solo due consigliere, Angioletta Sedda e Paola Zaccheddu, entrambe dell’opposizione, che saluto con particolare affetto.
Ci dobbiamo interrogare a fondo sul perché non riusciamo a fare in modo che uomini e donne siano adeguatamente rappresentati in Consiglio Comunale e nella vita politi-ca in generale, non solo nel caso di Macomer. Ci dobbiamo chiedere quali modifiche, anche formali, dobbiamo introdurre nelle nostre istituzioni perché questo possa avve-nire in modo ordinario, per non rinunciare non solo a un indispensabile equilibrio fra generi, ma anche alla specifica sensibilità e capacita che le donne hanno.
Mi impegno a fare in modo che le donne abbiamo comunque ruolo e funzione nella vita del governo comunale della nostra città e voglio qui ricordare l’impegno, la sensi-bilità, la capacità, la competenza e la disponibilità che candidate come Franca Bat-telli, Claudia Cadoni, Alessandra Idili e Serena Lelli hanno saputo portare nell’ambito della lista “Macomer cambia”.
Ho usato parole impegnative, ma il momento di oggi ha la caratteristica della solenni-tà e io ho ancora negli occhi la gioia di tanti concittadini all’esito delle elezioni e la speranza che tanti di essi ripongono in noi, nella possibilità di cambiamento di questa città, che noi abbiamo loro proposto e in cui essi hanno creduto.
Comunico ora al Consiglio Comunale la composizione della Giunta Comunale:
• Vice-sindaco e assessore con delega alla cultura, spettacolo e turismo:
GIOVANNI BICCAI
• Assessore con delega ai lavori pubblici, edilizia e urbanistica:
SALVATORE BARRIA
• Assessore con delega alla programmazione e finanze:
ALFIO COCO
• Assessore con delega all’ambiente, patrimonio e viabilità:
GIOVANNI LAI
• Assessore con delega alle attività produttive:
LUCIANO LUCIANI
• Assessore con delega ai servizi sociali, istruzione e sport:
SERGIO MASIA
Informo inoltre il Consiglio Comunale della mia decisione di conferire una specifica delega nel settore delle attività agropastorali al consigliere comunale Michele Cabo-ni.
A tutti i miei collaboratori, di cui conosco bene le capacità e la tensione morale, augu-ro un buon lavoro, con una considerazione di accompagnamento: gli assessorati so-no incarichi di lavoro nell’interesse della comunità, è necessario sviluppare capacità di interpretare e di operare avendo sempre a riferimento che giochiamo una partita impegnativa e che abbiamo stabilito di fare sul serio un gioco di squadra, in cui tutti i soggetti sono importanti e complementari fra loro e in cui lo sport che abbiamo unita-riamente scelto non appartiene alla categoria dei giochi individuali, nel rigoroso rispet-to del programma elettorale.
Prima di aprire la discussione all’intero Consiglio voglio infine ricordare a me stesso e a tutti i presenti che il Consiglio Comunale di Macomer è stato eletto per rappresentare e tutelare i cittadini di Macomer, in particolare quella parte di essi che ha meno capacità e forza propria nelle relazioni sociali e nella tutela dei diritti.
I cittadini devono sapere che il Comune di Macomer, il Sindaco, gli Assessori, i dipendenti comunali sono al servizio della città: alcuni per scelta politica, altri per i doveri legati al proprio impiego, tutti dobbiamo saper interloquire positivamente con i nostri concittadini. Nel rispetto delle regole di ruolo, di orario e di competenza che il Comune si darà, tutti i cittadini di Macomer devono sapere che il Comune è la loro casa, la sede sociale della società di cui essi sono gli esclusivi azionisti.
I cittadini potranno rappresentare liberamente le proprie esigenze e necessità e avranno comunque rispetto, ascolto e attenzione anche quando le loro richieste non trovassero soddisfazione o risposta positiva, nella consapevolezza che i diritti si accompagnano sempre ai doveri, sia per i dipendenti comunali che per gli stessi cittadini.
Io assumo l’impegno solenne di essere il responsabile e il garante di questa situazione ordinaria di correttezza e rispetto nel rapporto fra l’Istituzione comunale e i cittadini, sia quando l’interlocuzione avverrà con i dipendenti comunali che quando la stessa interlocuzione avverrà con gli Assessori comunali da me nominati.
Interpreto certamente il sentimento dell’intero Consiglio Comunale di Macomer nel ringraziare tutti voi di essere stati presenti a questo momento solenne della vita delle nostra comunità e spero che il futuro di Macomer, con il nostro e il vostro contributo, possa essere positivo.

Macomer, 27 giugno 2008

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